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Jun 24, 2008 ore 10:00:50
inserita da Raffaella Bon
Ieri il numero del cellulare di Lippi, che cambiò alla vigilia del Mondiale perché «L'Espresso», pubblicando i verbali di Calciopoli, si era dimenticato di cancellare il vecchio, è stato a lungo non connesso: succede a chi va in barca nell'arcipelago toscano, come se ignorasse che mezza Italia lo sta a cercare. Il ct ombra sta per tornare alla luce e la sua vacanza da lupo di mare rafforza la convinzione che l'accordo con la Federcalcio già ci sia e rimangano da definire i tempi sebbene il Marcello neghi con forza, e sarebbe inelegante se non lo facesse con il fallimento della Nazionale ancora fresco. Così smentisce che lo abbiano cercato e di aspettarsi una chiamata da via Allegri: il fatto è che lui non ha più una ragione per attendere, almeno nelle intenzioni di Abete che, nonostante la vocazione a prendere tempo e non urtare nessuno, questa volta è deciso a imporre la propria linea.

La sconfitta ai rigori contro la Spagna ha il sapore di un cambio di pagina, non di un salto nel buio perché già si immagina quali potranno essere, una volta arrivata la conferma, le linee del suo lavoro e la fisionomia di un gruppo concentrato sui Mondiali in Sud Africa. Lippi dovrà muoversi su due direttrici. La prima, e per lui la più importante, è di restaurare nei limiti del possibile il gruppo dell'ultimo Mondiale. Sono i suoi ragazzi. «Non guardo mai all'età dei miei giocatori - disse nel suo primo periodo alla Juve - l'unica cosa di cui mi importa è se hanno mantenuto la voglia e avvertono ancora la fame di vittorie. Oggi, con gli allenamenti e una vita seria, la carriera degli atleti si è allungata».

Su queste basi non smantellerà la Nazionale del Dunadùn per pure questioni anagrafiche. Usciranno gli uomini con i quali non ha mai legato. Fuori Panucci ma anche Cassano, che ha soltanto 26 anni però non l'ha mai convinto in pieno. Lo tolse dal gruppo nonostante avesse fatto bene agli Europei in Portogallo, a maggior ragione può farlo adesso che, battage mediatico a parte, il barese non ha combinato niente di particolare. L'unica sua chance è legata ai comportamenti e al rendimento nella Sampdoria. Certo, davanti a Cassano c'è una salita impervia anche perchè tra gli attaccanti la scelta è vasta: non lo si direbbe, dopo un torneo nel quale non hanno segnato neppure un gol ma è così. Toni avrà ancora un ruolo importante, sebbene Lippi non lo consideri inamovibile come il Dunadùn. Iaquinta tornerà prezioso, su Del Piero balla un'incognita grande quanto un palazzo e del resto era una riserva già in Germania due anni fa. Alex comunque non pensa di chiamarsi fuori, tanto più se torna l'uomo che lo impose giovanissimo nella Juve, scartando Baggio: la sua ambizione pare sia di confermarsi fino al 2010 magari ritagliandosi un part time.

Lippi dovrà convincere Gattuso a non mollare (impresa fattibilissima), confermerà Pirlo e De Rossi per il quale stravede, cercherà ancora un puntello in Camoranesi, Zambrotta, Grosso, «vecchia guardia» che regge ancora, a differenza di Materazzi che per quanto sia sempre stato difeso dal Marcello, ormai è diventato indifendibile. Sembra fantasia invece l'ipotesi che sta circolando di un ritorno di Totti e Nesta, finita la parentesi donadoniana. Il milanista, in particolare, potrebbe dare qualità a una difesa difficile da ringiovanire: tuttavia il taglio è stato netto, il ripensamento improbabile. L'immediato futuro del reparto poggia su Chiellini, la rivelazione dell'Europeo, e ancora su Cannavaro, smaltito l'infortunio alla caviglia. Più avanti si valuterà il rendimento del 35enne capitano. La difesa sarebbe stata, per Donadoni come per il suo successore, il punto caldo del ringiovanimento. La generazione dei Bonera e dei Barzagli non è decollata oltre una discreta mediocrità. Alle spalle c'è molta gente immatura: alla Juve Lippi non ebbe paura di inventarsi difensori giovani (Iuliano) o che si dovevano mostrare adatti a un grande club (Montero, Porrini), però le basi di partenza erano diverse. Quello è un nodo fondamentale per il gruppo che deve conquistarsi il Sud Africa: c'è una discreta nidiata di giovani interessanti sulle fasce (De Ceglie, De Silvestri, Motta), assai meno tra centrali. Il ribaltone sarà centellinato nei due anni.

A settembre, con l'inizio delle qualificazioni, il gruppo avrà la fisionomia di quello uscito dall'Europeo. In seguito si vedranno gli innesti dei più giovani, alcuni dei quali sono stati già portati nel giro dal Dunadùn (Montolivo, Aquilani), altri come Balotelli o Giuseppe Rossi saranno una «new entry». Con la possibilità di un nuovo oriundo, dopo Camoranesi: Amauri, le cui pratiche per la cittadinanza, attraverso una nonna italiana della moglie, vanno però a rilento. Se ne parla da due anni e siamo ancora al nulla. Forse c'è un intoppo, forse il legame parentale è avventuroso. Per ora il successore di Donadoni non ci faccia un gran conto


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