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Jun 29, 2008 ore 13:45:51
inserita da Raffaella Bon
Appuntamento  alle 14 per avviare la discussione sull'ipotesi di allargare, a 20 o 24, il numero delle finaliste a Euro 2016. Ma alle 14.10 Giancarlo Abete, uno dei 53 presidenti delle varie federazioni, sta ancora spiegando la staffetta Donadoni-Lippi. «Si è parlato di esonero e di rapporti difficili, ma la verità è un'altra: come è già accaduto spesso in passato, è scaduto un contratto, che sarebbe stato rinnovato automaticamente nel caso di ingresso in semifinale».
Donadoni ha detto che ha pagato per un rigore: è così?
«Non vorrei soffermarmi su un episodio, perché un rigore non può cambiare il giudizio. Ma adesso è facile lasciarsi prendere dalle emozioni. Io, invece, preferisco fare una valutazione più generale, che nel tempo potrà essere compresa meglio ».
Quindi dà ragione a Platini, secondo il quale sono arrivate in finale le squadre che hanno giocato per vincere più che per non perdere?
«Questa è una chiave di lettura condivisa anche da molti di voi, anche perché alla vigilia tutti eravamo convinti che l'Italia potesse arrivare più avanti. Ci siamo presentati come campioni del mondo, ma non abbiamo espresso le nostre potenzialità, o almeno quelle che pensavamo di avere».
Sacchi e altri l'hanno accusata di avere sbagliato i tempi dell' avvicendamento tra Donadoni e Lippi...
«Penso che la nostra posizione sia stata chiara, ma capisco la solidarietà tra tecnici».
Donadoni ha ammesso di avere sempre lavorato con l'ombra di Lippi.
«Quando c'è un tecnico che ha vinto un mondiale ed è senza squadra è naturale che la sua presenza e il suo carisma possano pesare. Ma questo è un discorso valido per chiunque, per cui non si può accusare nessuno di essere stato scorretto».
Le altre componenti del calcio sono state tutte d'accordo sul cambio?
«Tutti d'accordo no, ma tutti consapevoli di arrivare a una decisione comunque ragionata ».
Non pensa che per Lippi sarà più difficile tornare?
«Mi rendo conto che dopo un successo è molto più rischioso rimettersi in gioco. Non tutti l'avrebbero fatto, ma lui ha avuto questa forza e io lo ammiro proprio per questo».
Spera ancora che il prossimo Europeo si giochi in Italia?
«Non dipende da noi. Anche se saltasse la candidatura di Polonia e Ucraina, non scatterebbe il meccanismo dei primi dei non eletti come in politica. E quindi aspettiamo di sapere quali sarebbero le condizioni per ricandidarci».
Ultima domanda: per chi tiferà stasera?
«Per Rosetti, perché è l'unico italiano rimasto. Purtroppo


Speciale Euro 2008

 24/06/08 - SVIZZERA contro Rosetti 

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