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Nov 12, 2009 ore 18:00:18
inserita da giulia borletto
Cristiano Zanetti ed un ruolo da professore. Già. E' stato Cesare Prandelli, domenica scorsa, ad eticchettarlo così: "Per come sta in campo, per come conosce il gioco, è un vero e proprio professore". Eppure c'era qualcuno che storceva la bocca davanti al suo ritorno a Firenze. Si è rimesso addosso la maglia viola che aveva vestito già dall’età di tredici anni e ha fatto tacere tutte le malelingue. Chi lo dava per finito, usurato dagli infortuni. Chi sosteneva che sarebbe stato solo un rincalzo. Chi prevedeva che non avrebbe retto il confronto con Felipe Melo. Critiche e ipotesi rispedite indietro in un batter di ciglia. Ora si ritrova a firmare autografi fin da quando la mattina esce dalla propria abitazione in centro, nella zona di Borgo Pinti, apprezzato e incoraggiato da tutta la tifoseria. Ha scelto di vivere vicino al Duomo per respirare l’aria della città che da ragazzino forse non aveva scoperto fino in fondo.
E infatti da quando è tornato alla Fiorentina ha subito ripreso i contatti con alcuni suoi compagni di scuola (frequentava l’istituto tecnico per diventare un perito industriale) che adesso lavorano in un centro di restauri e con loro sta girando la città. Ha persino ritrovato Lorena, una ragazza che — quando giocava nelle giovanili viola — gli prestava il motorino per andare a scuola.

I tuffi nel passato per lui sono stati tanti. I ricordi degli anni in viola sono spesso al centro delle discussioni con i suoi vecchi amici della "Latteria", il bar di Via Carnesecchi a due passi dalla plazzina che ospitava e ospita tuttora i ragazzi del settore giovanile. Quello era spesso il suo rifugio, la sua tana. Firenze ora è di nuovo casa sua ed è destinata ad esserlo anche alla fine della carriera. È qui che Zanetti pare aver deciso di mettere radici. Nel frattempo è rimasto colpito dal Bargello, autentico tempio dell’arte dove si trovano custodite opere come il David di Donatello o il Mercurio del Giambologna (non è il primo tra i viola, anche Kroldrup, altro appa­sionato d’arte, ne rimase impressionato).
Zanetti dunque sa come spendere il proprio tempo libero e cerca soprattutto di migliorare le proprie conoscenze. Adesso sta frequentando un corso di computer con alcuni suoi amici, per poter usare programmi specifici anche per il design (altro campo in cui è molto interessato), ma vuole perfezionare pure il suo inglese. Sta prendendo lezioni, si applica e a breve — visti il suo puntiglio e il suo impegno — potrebbe magari diventare un piccolo…professore. Perché in fondo è importante poter insegnare anche fuori dal campo di calcio.

TMW


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