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May 28, 2010 ore 18:13:21
inserita da redazione violaplanet
Va in giro con una Smart taroccata, si tuffa dai balconi e porta le basette da rockstar. Ritratto di un francese molto italiano. Tra gli illustri trombati dell'ineffabile Ct francese Domenech (Vieira, Benzema e Frey), il numero 1 viola è il più incavolato: «Con il cuore farò il tifo per la Francia, ma non so se la guarderò in tivù». Il portiere della Fiorentina paga ancora una papera contro l'Ucraina nel 2007 . Un incidente di poco conto, viisto che la Francia era già qualificata a Euro 2008. Ma non importa: non solo la Nazionale, anche la Nazione intera gli ha voltato le spalle.
Dopo dodici anni in Italia, dopo aver sposato la milanese Roberta, che gli ha dato due figli (Daniel ed Elsa) con i quali parla esclusivamente italiano, e dopo aver convinto suo fratello Nicholas (oggi al Chievo) a raggiungerlo “chez nous”, Sebastiano è sempre più italiano. Frey ha appena 18 anni quando l'Inter lo preleva dal Cannes, strappandolo all'Olympique Marsiglia. In squadra ci sono Ronaldo, Baggio e Pagliuca, ma sono i francesi Djorkaeff, Dabo, Cauet e Silvestre ad insegnargli a dire “grazie” e “prego”.
Poi, dopo aver conquistato con la zazzera rossa la salvezza col Verona, e dopo un remake in nerazzurro con la chioma grigia, Frey approda al Parma per sostituire un certo Buffon (e chissà che la storia non si possa ripetere, nel futuro prossimo, tra i pali bianconeri). «Cannavaro - ha raccontato Frey al mensile francese So Foot - diceva per ridere che io ero napoletano, perché mi comportavo esattamente come i suoi concittadini».
In Emilia ha sempre i capelli colorati o così decolorati da sembrare bianchi. Mette a posto la testa - pardon, la capigliatura - soltanto a Firenze, dove approda nel 2005. «Quanta gnocca c'avrei, coi capelli di Frey», canta la curva Fiesole. Ma Sebastien adesso scherza solo con le basette: corte, lunghe, doppie, triple. E la faccia si arrotonda: «Grasso? No, sono solo goloso. Se fossi grasso farei sumo, mica calcio».

L'equilibrio glielo dà il buddhismo, colpa o merito di Roberto Baggio, il relax, la canna da pesca o una seduta davanti al suo acquario. Ama Dragon Ball Z, Superman e l'auto-tuning. Ha ceduto la sua Mini elaborata al fratello Nicholas: «Ora giro in Smart, ovviamente modificata a dovere». Tra le sue mattane, l'acquisto mancato di un cucciolo di tigre: «Per fortuna il venditore mi ha detto di dare un'occhiatina alla mamma prima dell'eventuale compera. Ho preso un labrador». La tigre alla fine se l'è tatuata sulla schiena e sui parastinchi. E quel tuffo in una piscina vuota? «Tutte balle: mi prendete per scemo? Sono semplicemente scivolato, tra l'altro riportando un trauma cranico. Però una volta mi sono tuffato dal balcone in una piscina, che però era piena. Sì, un po' matto lo sono». Già, matto e un po' italiano, proprio come i grandi portieri.

Max


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